Le Filippine accusano la milizia marittima clandestina cinese di aver distrutto le barriere coralline nel Mar Cinese Meridionale.

23-09-2023
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Le Filippine accusano la milizia marittima clandestina cinese di aver distrutto le barriere coralline nel Mar Cinese Meridionale.
Secondo la guardia costiera filippina, frammenti di corallo sbiancato si sono accumulati intorno alla barriera corallina di Rozul (Iroquios).
Philippine Coast Guard/Facebook
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Le vivaci barriere coralline brulicanti di pesci colorati e di vita marina sono state trasformate in una desolata terra desolata di coralli frantumati nel Mar Cinese Meridionale, e le Filippine hanno puntato il dito contro la segreta milizia marittima cinese come colpevole della distruzione. Questa accusa ha ulteriormente intensificato le tensioni tra i due paesi vicini sulle acque contese.

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I video rilasciati dalla Guardia costiera filippina mostrano ingenti danni ai coralli lungo la barriera corallina di Rozul (Iroquios) e la secca di Sabina (Escoda), che si trovano all'interno della zona economica esclusiva (ZEE) delle Filippine nel sud Queste barriere coralline, situate vicino a Palawan, un tempo erano ecosistemi fiorenti, ma ora mostrano segni di alterazione deliberata della loro topografia naturale.

Secondo il commodoro Jay Tarriela, portavoce della guardia costiera, le indagini subacquee condotte dai subacquei hanno rivelato scolorimenti visibili, suggerendo attività intenzionali per modificare il terreno del fondale marino. La guardia costiera ha osservato numerose navi cinesi in prossimità delle barriere coralline colpite, alcune delle quali potenzialmente impegnate in attività di pesca illegale indiscriminata. Tarriela ha anche notato la presenza di coralli frantumati, indicando il possibile scarico di coralli morti precedentemente lavorati e puliti.

La Cina, tuttavia, ha respinto le accuse avanzate dalle Filippine, liquidandole come false e infondate. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese ha esortato le autorità filippine a non utilizzare informazioni inventate per creare uno spettacolo politico. La disputa sulla distruzione dei coralli si aggiunge ai conflitti territoriali in corso nel Mar Cinese Meridionale, dove la Cina rivendica come proprie vaste porzioni dell’area, ignorando le norme internazionali e sovrapponendo le rivendicazioni dei paesi vicini.

Il Mar Cinese Meridionale è una via d'acqua altamente contesa, che copre 1. 3 milioni di miglia quadrate ed è ricco di risorse. Negli ultimi due decenni, la Cina ha occupato e costruito installazioni militari su diverse barriere coralline e atolli, violando la sovranità e i diritti di pesca delle Filippine. Queste bonifiche hanno spesso comportato la distruzione delle barriere coralline, come si vede nei recenti filmati rilasciati dalla Guardia costiera filippina.

La sentenza del tribunale internazionale dell'Aia del 2016 ha favorito le Filippine in una storica controversia marittima, concludendo che la Cina non aveva alcuna base legale per rivendicare i diritti storici sulla maggior parte del Mar Cinese Meridionale. Tuttavia, la Cina ha scelto di ignorare questa sentenza e continua ad espandere la propria presenza nelle acque contese.

Le riprese allarmanti dei coralli schiacciati e sbiancati sono in netto contrasto con le vibranti barriere coralline che esistevano solo due anni fa. L'Istituto di scienze marine dell'Università delle Filippine, che ha condotto indagini nell'area nel 2021, ha documentato la presenza di diversi ecosistemi marini in quel momento. Lo stato attuale delle barriere coralline degradate rimane sconosciuto, ma tra i senatori filippini cresce la preoccupazione che le attività della Cina nell'area possano segnalare piani di militarizzazione degli atolli attraverso ulteriori bonifiche.

Esperti marittimi e funzionari delle Filippine e degli Stati Uniti hanno accusato la Cina di utilizzare pescherecci civili come parte di una milizia marittima non ufficiale per avanzare le sue rivendicazioni territoriali nel Mar Cinese Meridionale. Queste navi, conosciute anche come “piccoli uomini blu” cinesi, sono state coinvolte in scontri con pescherecci di altri paesi nelle acque contese. La comunità internazionale è stata criticata per non aver risposto adeguatamente alle azioni della Cina nella regione, compresa la militarizzazione delle barriere coralline e la distruzione delle caratteristiche marine.

La distruzione delle barriere coralline nel Mar Cinese Meridionale funge da campanello d'allarme, evidenziando le debolezze nel monitoraggio e nella protezione della biodiversità marina. Sottolinea l’urgente necessità di un monitoraggio continuo e di una ricerca scientifica per affrontare in modo efficace il danno ecologico causato da queste attività. Le Filippine hanno ottenuto il sostegno dei suoi alleati nel tentativo di affermare la sovranità territoriale e proteggere le proprie risorse naturali di fronte all’invasione della Cina.

Le notizie sulla distruzione dei coralli nel Mar Cinese Meridionale hanno suscitato preoccupazioni anche da parte dei diplomatici stranieri. L'ambasciatore degli Stati Uniti nelle Filippine ha espresso i suoi sentimenti preoccupanti, chiedendo la protezione di questi ecosistemi vitali. Anche l'ambasciatore giapponese ha espresso allarme per la situazione e ha sottolineato l'importanza di preservare l'ambiente marino.

In risposta, il Dipartimento degli Affari Esteri filippino ha costantemente espresso preoccupazione per le attività ecologicamente dannose condotte da navi straniere nelle sue zone marittime. La trasparenza del Paese riguardo alle manovre della Cina nelle acque contese ha raccolto il sostegno internazionale e il riconoscimento della sua sovranità territoriale.

Mentre le Filippine continuano a spingere per trasparenza e responsabilità, resta da vedere come la Cina risponderà a queste accuse e se ci sarà una risoluzione ai conflitti in corso nel Mar Cinese Meridionale.