UE e Cina continuano i colloqui nonostante le tariffe imminenti sui veicoli elettrici

24-09-2024
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UE e Cina continuano i colloqui nonostante le tariffe imminenti sui veicoli elettrici
L’imminente voto dell’UE aprirebbe la strada a dazi fino al 35% circa, che entreranno in vigore a partire da novembre per cinque anni.
AFP/Getty Images
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Nel mezzo delle crescenti tensioni sulle potenziali tariffe sui veicoli elettrici, l'Unione Europea e la Cina sono pronte a portare avanti i negoziati alla ricerca di una soluzione collaborativa, anche se gli Stati membri votano a favore dell'imposizione di tasse. Fonti a conoscenza della questione hanno rivelato che nel progetto di legge sarà inclusa una disposizione per estendere i colloqui, con il voto previsto entro l’inizio del prossimo mese a seguito di un recente accordo per intensificare le discussioni tra UE e Cina.

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A seguito di un incontro tra il commissario al Commercio dell'UE, Valdis Dombrovskis, e il ministro cinese del Commercio Wang Wentao, è stata esplorata la possibilità di istituire un meccanismo per regolare i prezzi e i volumi delle esportazioni con l'obiettivo di eludere le tariffe antisovvenzioni Nonostante le proposte della Cina siano state respinte dall’UE, entrambe le parti si sono impegnate a trovare una soluzione che aderisca ai regolamenti dell’OMC, affronti l’impatto dei sussidi cinesi e possa essere monitorata per verificarne la conformità.

La Cina ha respinto l'indagine anti-sovvenzioni definendola protezionistica, impiegando una strategia volta ad allettare gli Stati membri con la promessa di maggiori investimenti negli stabilimenti automobilistici e contemporaneamente minacciando tariffe su vari prodotti se le imposte continuassero, comprese le automobili con motori di grandi dimensioni Sebbene all’interno degli ambienti europei vi sia fiducia che le tariffe verranno approvate, incombono incertezze poiché paesi come Spagna e Germania esprimono opinioni divergenti sulla questione.

Il ministro dell'Economia tedesco Robert Habeck ha espresso preoccupazione per la potenziale escalation di una guerra tariffaria con la Cina, mostrando esitazione nei confronti dei dazi compensativi, un sentimento condiviso da altri all'interno dell'UE. Secondo quanto riferito, la Germania tenderebbe ad astenersi dal voto, diffidente nei confronti delle ripercussioni sulle relazioni commerciali sia con la Cina che con gli Stati Uniti, soprattutto in vista di un potenziale secondo mandato di Donald Trump.

Alcuni Stati membri, come l'Italia e la Danimarca - un importante fornitore di carne suina per la Cina - hanno indicato il sostegno all'imposizione di tariffe per rispettare le regole del commercio internazionale. Il primo ministro danese Mette Frederiksen ha sottolineato la necessità che l'UE reagisca alle azioni della Cina che inizialmente hanno innescato la situazione attuale.

L'imminente voto dell'UE potrebbe portare a tariffe fino a circa il 35% sui veicoli elettrici per un periodo di cinque anni, in aggiunta all'attuale tasso del 10%. Alla fine, la decisione richiederà una maggioranza qualificata per opporsi alla mossa, composta da 15 Stati membri che rappresentano il 65% della popolazione del blocco. L’esito del voto non avrà solo un impatto sulle relazioni commerciali con la Cina, ma rifletterà anche la posizione dell’UE nel sostenere pratiche commerciali eque a livello globale.

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