L'industria dell'olio d'oliva deve affrontare una grave crisi a causa di ondate di caldo devastanti e grave siccità.

19-08-2023
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L'industria dell'olio d'oliva deve affrontare una grave crisi a causa di ondate di caldo devastanti e grave siccità.
Un produttore di olio mostra le olive essiccate all'interno di un campo di ulivi a Postiglione, in Italia, il 6 agosto 2023.
Stringer/Anadolu Agency/Getty Images
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L'industria dell'olio d'oliva è attualmente alle prese con una crisi significativa poiché quest'estate le temperature torride e le condizioni di estrema siccità si sono diffuse in tutta l'Europa meridionale. Queste condizioni meteorologiche non solo portano alla perdita di vite umane e all'aumento dei rischi di incendio, ma stanno anche mettendo a dura prova gli ulivi, il che potrebbe portare a prezzi alle stelle e potenziali carenze di olio d'oliva.

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Quando le temperature salgono, gli ulivi tendono a far cadere i frutti per conservare l'umidità o produrre frutti a scapito della salute dell'albero. Questo fenomeno è particolarmente dannoso durante la primavera quando avviene la fioritura. Con le temperature elevate registrate quest'estate, la situazione diventa ancora più allarmante, soprattutto a seguito di una scarsa raccolta di olive lo scorso anno sulla scia dell'estate più calda mai registrata in Europa.

La Spagna, il più grande produttore di olio d'oliva a livello mondiale, ha registrato un drastico calo della produzione, precipitando a circa 620.000 tonnellate rispetto alla media quinquennale di circa 1. 3 milioni di tonnellate. Questa sostanziale carenza rispetto al raccolto precedente ha creato ulteriore pressione su un settore già in difficoltà.

Le ondate di caldo hanno colpito varie parti della regione mediterranea, portando quello che gli scienziati definiscono un "inferno di calore" che è probabilmente intensificato a causa del cambiamento climatico. Spagna, Italia e Grecia, importanti paesi produttori di olio d'oliva, sono stati tutti colpiti da queste condizioni meteorologiche estreme. L'entità completa del danno agli ulivi non sarà nota fino a dopo la stagione del raccolto in ottobre e novembre, ma gli esperti del settore prevedono che la produzione europea di olio d'oliva potrebbe diminuire di oltre il 30%, equivalente a una riduzione di 700.000 tonnellate rispetto

Come risultato di questi fattori, i prezzi all'ingrosso dell'olio d'oliva sono già raddoppiati rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Ci sono forti indicazioni che un deficit nel prossimo raccolto sia inevitabile. Walter Zanre, CEO di Filippo Berio UK, uno dei principali marchi mondiali di olio d'oliva, avverte che il settore è attualmente in crisi con pochi soccorsi in vista.

Sebbene il Consiglio oleicolo internazionale non abbia esplicitamente etichettato la situazione come una crisi, un portavoce ha riconosciuto la complessa sfida affrontata dal settore a causa del cambiamento climatico. A livello globale, si prevede che la produzione di olio d'oliva diminuirà del 20% tra ottobre 2022 e settembre 2023. L'impatto di questi sviluppi sui consumatori rimane incerto. Poiché i prezzi continuano a salire, la domanda chiave sarà se i consumatori continueranno ad acquistare olio d'oliva a questi prezzi elevati o opteranno per oli alternativi.

Gli effetti negativi del caldo estremo sulla produzione alimentare si estendono oltre l'industria dell'olio d'oliva. Corey Lesk, ricercatore climatico presso il Dartmouth College, sottolinea che le colture sono altamente vulnerabili al caldo estremo a causa dello stress idrico causato da una combinazione di terreni asciutti e atmosfera assetata. L'Italia, ad esempio, ha già sperimentato effetti negativi su varie colture frutticole, con raccolti di ciliegie in calo di circa il 60%, pesche e nettarine stimate in calo di circa il 30% e albicocche del 20%. Anche i pomodori sono stati colpiti dalla grandine e dal sole cocente.

Le conseguenze del cambiamento climatico sull'agricoltura si stanno verificando a livello globale. Lorenzo Bazzana, responsabile economico dell'associazione italiana degli agricoltori Coldiretti, conferma i disagi subiti dagli agricoltori italiani a causa del caldo, della siccità e delle inondazioni. Mentre vengono prese misure per mitigare i danni, eventi meteorologici estremi come tornado e grandine delle dimensioni di arance pongono sfide significative.

Anche la produzione alimentare negli Stati Uniti, in particolare nel sud e nell'ovest, è minacciata. Nicholas Paulson, professore presso la scuola agraria dell'Università dell'Illinois Urbana-Champaign, avverte dell'impatto sulle colture primarie come grano, cotone, mais e soia a causa della combinazione di condizioni di caldo e siccità.

Gli esperti prevedono che la gravità e la frequenza degli eventi meteorologici estremi peggioreranno a causa della crisi climatica indotta dall'uomo. Questo profilo di rischio in evoluzione rappresenta una sfida significativa per gli agricoltori e minaccia il sistema alimentare globale. Sebbene il sistema alimentare abbia finora dimostrato resilienza, i rischi climatici stanno aumentando a un ritmo più rapido di quanto previsto dai modelli. Ciò indica che potremmo essere sull'orlo di rischi rivoluzionari che potrebbero potenzialmente spingere il sistema alimentare globale al limite nei prossimi anni.

Nel complesso, l'attuale crisi dell'industria dell'olio d'oliva è solo un esempio delle sfide più ampie affrontate dai settori agricoli a livello globale. L'impatto del caldo estremo sui raccolti è una preoccupazione urgente che evidenzia l'urgente necessità di misure proattive per affrontare il cambiamento climatico e garantire la sicurezza alimentare per il futuro.