Tesla Inc. sta affrontando il suo primo processo nel sud della California, dove si difenderà dalle accuse secondo cui la sua tecnologia di assistenza alla guida Autopilot avrebbe avuto un ruolo in un incidente mortale. Il processo, che inizierà con le discussioni di apertura il 28 settembre nella contea di Riverside, sarà seguito da vicino poiché metterà alla prova l'affermazione di Elon Musk secondo cui le Tesla sono le auto più sicure sulla strada.
Se la corte ritenesse Tesla responsabile delle morti, ciò potrebbe avere gravi implicazioni per l'ambizione dell'azienda di sviluppare automobili completamente a guida autonoma. La spinta di Tesla ad aprire la strada all’autonomia è una parte cruciale dei suoi sforzi per differenziarsi nel settore automobilistico globale in rapida evoluzione, nonché un fattore significativo nella sua impennata valutazione di circa 750 miliardi di dollari.
Tesla sta già affrontando numerose battaglie legali e indagini da parte di consumatori, investitori, regolatori e pubblici ministeri sulle accuse di aver sopravvalutato i suoi progressi nel raggiungimento della guida a mani libere. La National Highway Traffic Safety Administration degli Stati Uniti sta attualmente indagando se il sistema di pilota automatico di Tesla sia difettoso e collegato ad almeno 17 morti da giugno 2021.
Al centro di questi studi c'è la questione se la commercializzazione di Autopilot abbia indotto in errore i conducenti in un falso senso di sicurezza, portandoli a credere che le loro auto possano guidare da sole. Tesla, nota per difendere aggressivamente la sua tecnologia, ha già vinto un processo quest'anno quando una giuria ha respinto l'affermazione secondo cui l'Autopilot era responsabile di un incidente non mortale.
Due sperimentazioni imminenti sono di particolare interesse. Il primo riguarda un incidente del 2019 in cui una Model 3 in modalità pilota automatico ha cambiato improvvisamente direzione e ha virato fuori da un'autostrada, provocando una collisione mortale con un albero. La famiglia del conducente, così come due passeggeri gravemente feriti, chiedono danni non specificati, compreso il risarcimento per la perdita di vite umane, lesioni fisiche e disagio emotivo. Tesla sostiene che il conducente era sotto l'effetto dell'alcol e che non ci sono prove che suggeriscano che la colpa fosse dell'Autopilot.
Il secondo esperimento, che inizierà il 6 ottobre nella contea di Palm Beach, in Florida, è incentrato su un incidente in cui una Model 3 si è scontrata con il ventre di un rimorchio appena 10 secondi dopo l'attivazione del pilota automatico. Tesla sostiene che il conducente faceva eccessivo affidamento sull'automazione, ignorando gli avvertimenti secondo cui è necessaria la supervisione attiva del conducente. La famiglia del conducente deceduto sostiene che il marketing di Tesla ha portato i conducenti a riporre troppa fiducia nel software.
Entrambe le prove dovrebbero durare diverse settimane e potrebbero offrire una visione più approfondita dello sviluppo di Autopilot e del coinvolgimento di Elon Musk nel perfezionamento della tecnologia. L’esito di questi casi, e le conseguenti sentenze sui potenziali danni punitivi, potrebbero avere un impatto significativo sul futuro di Tesla e sui suoi sforzi per far avanzare la tecnologia di guida autonoma.


