Il primo ministro italiano Giorgia Meloni ha criticato Stellantis NV, la multinazionale automobilistica, per i suoi piani di spostare la produzione automobilistica in paesi con costi inferiori. Meloni ha espresso le sue preoccupazioni per questa mossa, soprattutto in un momento in cui l’industria sta cercando di passare all’elettrificazione. Ha sottolineato la necessità di difendere l'interesse nazionale e di mantenere la produzione in Italia, affermando che se Stellantis commercializza le sue auto come gioielli italiani, dovrebbero essere prodotte in Italia.
Le notizie riguardanti la comunicazione di Stellantis ai fornitori italiani riguardo alle opportunità di investimento in Marocco hanno aggravato la situazione. Questa decisione ha suscitato critiche poiché molte aziende del settore automobilistico si sono rivolte al Marocco per la produzione di veicoli elettrici più economici. Riflettendo il malcontento dell’Italia, il governo Meloni sta esortando Stellantis a produrre 1 milione di veicoli all’anno in Italia. Le misure di riduzione dei costi dell'azienda sono state oggetto di crescente attenzione, con l'amministratore delegato Carlos Tavares che ha menzionato la rigida posizione dell'Italia sugli incentivi per i veicoli elettrici che ha comportato una perdita di produzione nello stabilimento di Mirafiori nell'ultimo anno.
Interrogato sulla lettera inviata ai fornitori italiani, Tavares ha risposto che sia i fornitori che le case automobilistiche devono diventare più innovativi nel ridurre i costi data la costosa transizione che il settore sta attraversando. In un comunicato, Stellantis ha ribadito il suo forte impegno nei confronti dell’Italia, evidenziando i miliardi di euro investiti in nuovi prodotti e siti produttivi all’interno del Paese.
Tavares, noto per la sua gestione strategica e le rigorose misure di riduzione dei costi, ha guidato Stellantis dalla fusione dell'italiana Fiat Chrysler e del gruppo francese PSA nel 2021. Le dichiarazioni di Meloni lasciano però intendere l'insoddisfazione per la fusione, definendola una “acquisizione francese” dello storico gruppo italiano. Sottolinea le scelte industriali dell'azienda che sembrano privilegiare le richieste francesi rispetto a quelle italiane.
L'equilibrio di potere nel consiglio di amministrazione di Stellantis tra Italia e Francia è stato un punto di contesa di lunga data. Con la Francia che possiede un 6. Con una partecipazione dell'1% attraverso la società statale Bpifrance e avendo rappresentanti nel consiglio di amministrazione, mentre l'Italia non detiene alcuna partecipazione o rappresentanza nel consiglio di amministrazione, sono sorte tensioni tra i due paesi. In particolare, Tavares si è già scontrato con il governo francese su questioni relative alla produzione di veicoli elettrici.
Le critiche di Meloni nei confronti di Stellantis fanno seguito a precedenti controversie con la Francia, con i rapporti tra lei e il presidente Emmanuel Macron tesi all'inizio del suo mandato. L’Italia ha storicamente nutrito risentimento nei confronti delle acquisizioni aziendali francesi nel Paese, percependole come dominanti. Al contrario, la Meloni ha stretto un rapporto più stretto con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, portando ad una maggiore collaborazione commerciale tra i rispettivi paesi.


